sabato 17 agosto 2019

TERZO TSUNAMI EDUCATIVO ANTI-BOLSONARO

da BRASIL DE FATO   
          Brasile 
 Migliaia in piazza per difendere 
 educazione e  pensioni  

\\\ in tutte le regioni del paese grandi manifestazioni per denunciare il tentativo di privatizzazione dell’ educazione del governo con la proposta di legge “Future-se”

 \\\ La giornata di mobilitazioni è stata organizzata dalla Unione Nazionale degli Studenti (UNE), che ha così segnalato la sua contrarietà al programma del governo, che punta alla privatizzazionedel sistema educativo e che per questo, denunciano gli studenti, va combattuto

Lo scorso martedì migliaia e migliaia di brasiliani e brasiliane sono scesi in piazza in difesa dell’educazione e contro la reforma delle pensioni. Migliaia di studenti, docenti, sindacalisti, lavoratori ed attivisti dei movimenti popolari hanno denunciato il passo indietro causato dalle misure del governo di Jair Bolsonaro. El terzo tsunami educativo ha visto la partecipazione di piazza in 25 stati brasiliani, oltre al distretto federale. Secondo la Confederazione nazionale dei lavoratori dell’educazione CNTE, ci sono state manifestazioni in più di 207 municipi brasiliani.
Così come durante le precedenti proteste di massa, lo scorso 15 e 30 maggio, continua a crescere il rifiuto dei tagli del Ministero dell’Educazione e della proposta di riforma delle pensioni. La novità di questa giornata di lotta è la lotta contro il progetto chiamato Future-se che stabilisce la creazione di un fondo di $ 102.000 milioni di reales (27 milioni di dollari) per attrarre investimenti privati per le istituzioni di insegnamento superiore del paese.
Rettori, ex ministri dell’educazione e altri specialisti affermano che il progetto minaccia l’autonomia finanziaria delle università e rappresenta una minaccia per la gratuità delle scuole superiori. A Salvador de Bahia, lo “Tsunami educativo” ha portato in piazza circa 35mila studenti, docenti, funzionari e società civile contro lo smantellamento dell’educazione e in difesa delle pensioni. Sempre nel Nord-Est, a João Pessoa, capitale dello Stato di Paraíba, l’Associazione brasiliana dei giuristi per la democrazia ha partecipato alla giornata di protesta assieme a 15mila studenti e professori. Ad Alagoas, la mobilitazione si è tenuta nella capitale dello Stato, Maceió, con oltre dodicimila partecipanti.
Nel Distretto Federale di Brasilia, la capitale del paese, l’atto di protesta si è unito alla prima manifestazione delle donnde indigene, e si è concluso davanti al Congresso della Nazione. A Florianópolis, capitale di Santa Catarina nel sud del paese,  oltre cinquemila persone si sono riunite presso l’Università federale di Santa Catarina. A Curitiba, Paraná, 10 mila in piazza per l’educazione, a Porto Alegre oltre trentamila.

Dopo le grandi proteste nelle piazze di oggi, la UNE ha annunciato lancerà una campagna per allargare il consenso popolare, parlamentare ed accademico per presentare al Congresso della Nazione un progetto di legge che garantisca investimenti in educazione superiore ed universitaria nonostante il congelamento della spesa pubblica, e per annullare i tagli ai finanziamenti delle università pubbliche e degli istituti federali.
Catia Barbosa, docente della Università Federale Fluminense (UFF), ha partecipato alla mobilitazione di  Rio de Janeiro ed ha denunciato l’assenza di diaglogo da parte del ministro dell’Educazione durante l’elaborazione del progetto di reforma “Future-se”.

“Il progetto è emerso dal nulla, questo nuovo ministro è al governo da pochi mesi e già si è presentato con una proposta totalmente immatura, senza dialogare con la comunità scientifica brasiliana, una proposta che distrugge la scienza e l’insegnamento superiore in Brasile, oltre alla speranza di molti giovani di poter terminare gli studi grazie all’educazione pubblica” ha detto a Brasil De Fato

A São Paulo, oltre 100 mila persone hanno partecipato alla giornata di lotta. La  Polizia Militare ha organizzato dei cordoni bloccando il corteo più volte. Larissa Carvalho Mendes, studentessa di Ingegneria Civile della Facoltà di Tecnologia di São Paulo, ha partecipato alla manifestazione raccontando l’importanza dell’università pubblica nella propia esperienza en ella vita delle colleghe.
“Sono persone che davvero hanno bisogno di un lavoro per poter continuare a studiare all’università pubblica. Sappiamo che già i costi non sono accessibili. Nella mia università, non ci sono quasi per nulla politiche di inclusione sociale, mense, borse di studio. Siamo qui anche per rivendicare questi diritti. Se oggi è difficile mantenersi gli studi in una università pubblica, pagando quote mensili sarà impossibile” conclude.

Pubblicato su Brasil de Fato. Traduzione in italiano a cura di DINAMOpress  
Foto: Protesta sulla Avenida Paulista nella città di São Paulo. / Foto: Elineudo Meira