martedì 20 ottobre 2026

IL MOVIMENTO CHE NON CI ASPETTAVAMO PIÙ

 Appunti sulla mobilitazione degli studenti francesi

-Carlotta Benvegnù-

Da "Officina Primo Maggio" rilanciamo la traduzione di un’analisi che - così come sottolinea OPM -  "ci è sembrata tra le migliori delle lotte degli studenti delle scuole francesi, anche se ormai la situazione si è andata via via sviluppando fino alla grandiosa manifestazione di sabato 17 ottobre, sulla quale abbiamo raccolto le prime impressioni di chi l’ha vissuta. Era stata indetta da tempo e aveva come ragione di fondo l’aggravarsi della condizione di vita a seguito dell’inflazione. Nel frattempo però scoppia, inattesa e soprattutto imprevedibile nelle modalità e nella composizione, la lotta nelle scuole e per la scuola, contro un sistema d’istruzione scandalosamente classista. La violenza con cui la polizia si scaglia contro ragazzi tredicenni fa scattare la reazione d’insegnanti e genitori, con un fronte che si allarga e un’eco internazionale che si estende da Bruxelles alla Spagna all’Italia. Terzo passaggio: entrano in scena gli studenti universitari. A differenza delle lotte degli scolari, che colgono forze dell’ordine e sistema politico impreparati, l’università offre metodi di reazione collaudati, almeno dal 2018, per impedire le occupazioni: la serrata. Appena i rettori vedono delle mobilitazioni di studenti dichiarano sospese le attività didattiche.

domenica 18 ottobre 2026

FRANCIA CHIAMA, ITALIA RISPONDE?

-Sergio Sinigaglia-

C'è qualcosa di nuovo oggi nel sole, anzi d'antico. Scomodiamo la nota poesia di Giovanni Pascoli per commentare brevemente le manifestazioni di ieri in Italia, soprattutto a Milano, ma non solo_

sabato 17 ottobre 2026

L’INVERNO DELLO SCONTENTO DEI GIOVANI

 TRA LA RABBIA DI PARIGI 

E LO STRANO SILENZIO ITALIANO - Cristina Morini -

il cuore delle rivolte della gioventù francese pulsa di desiderio: rifiutare la morale destinica che la società contemporanea sembra volere imporre alle nuove generazioni. Continuare ad avere obiettivi e speranze. La protesta è l’antidoto alla paralisi emotiva coltivata da questi tempi bui. È il tentativo disperato di spezzare l’apatia con un grido collettivo, di trasformare il dolore dell’esclusione in azione politica_

martedì 13 ottobre 2026

LOTTE DI FRANCIA

-Massimo Meloni-

CHI SONO QUESTI STUDENTI – LE RIVENDICAZIONI – LE FORME DI LOTTA – LA SOLIDARIETÀ SOCIALE E POLITICA – LA REPRESSIONE – IL SEGUITO

Dopo un’estate canicolare vissuta in aule vetuste, senza tapparelle e climatizzazione, in una Francia sulle quale sta per abbattersi una finanziaria 2027 con 47 miliardi di euro di tagli, un grande movimento degli studenti medi ha fatto irruzione sule scena politica_

domenica 11 ottobre 2026

COSA C’È DOPO L’IPERPOLITICA?

- -

Il dibattito su «Iperpolitica», partito da Jacobin, è divenuto globale e ha attraversato diverse aree. Qui Anton Jäger risponde ai critici e ragiona sulla strategia che potrebbe contribuire a fare uscire la sinistra da un vicolo cieco

giovedì 8 ottobre 2026

L’INTERSEZIONALITÀ TRA LOGICHE DI POTERE E ISTANZE DI LIBERAZIONE

-Antonio Minaldi-

       

I due saggi qui presentati in lingua italiana di Kimberlé Williams Crenshaw[1] sono entrati nella storia del pensiero politico e in quella dei dibattiti sul femminismo grazie al termine “intersezionalità”, usato in modo originale dalla nostra autrice per descrivere la condizione delle donne Nere americane, costrette a subire una molteplicità di forme di oppressione tra loro interagenti, legate al sesso alla razza e alla classe di appartenenza[2]. Anche se va detto che il tema era già stato posto da tempo, come si può facilmente evincere dai dibattiti degli anni precedenti, Settanta e Ottanta, e dalla lettura di “Women, Race & Class” di Angela Davis, pubblicato nel 1981, nel quale l’autrice ripercorre la complessa storia dei movimenti di lotta e di liberazione nordamericani a partire dal secolo XIX°.[3]_

martedì 6 ottobre 2026

IL LIBRO IMPERDONABILE

 -Damiano Palano-      Operai e capitale sessant’anni dopo

Sessant’anni fa usciva Operai e capitale di Mario Tronti, libro cardine dell’operaismo italiano che ha rappresentato un fondamentale momento di rottura rispetto al marxismo occidentale e alla tradizione marxista-leninista. Damiano Palano torna su quel testo sottolineandone una radicalità spesso attenuata dalle letture successive: non soltanto il rovesciamento del rapporto tra capitale e classe operaia, la centralità della fabbrica come luogo dell’autonomia operaia e il rifiuto del lavoro, ma anche la critica della neutralità della tecnica, della pianificazione socialista e della stessa idea tradizionale di rivoluzione. Un libro che, come scrive Palano, «rimane davvero una delle opere più originali del marxismo della seconda metà del Novecento, oltre che uno dei libri che più hanno inciso sulla cultura italiana dell’ultimo secolo. Un libro che, nel mondo ancora più che in Italia, non cessa di conquistare nuovi lettori e che, a dispetto del passare del tempo, può essere riletto ogni volta con occhi nuovi»_

lunedì 5 ottobre 2026

LA CITTÀ NEGATA, LAVORO POVERO, CAROVITA, RIARMO E CRISI CLIMATICA

 -Aurelio Angelini-    E' l’alba di un nuovo ’68 contro l’iperliberismo?

martedì 29 settembre 2026

NON È TUTTO IMPOSSIBILE: PERCHÉ ODIARE I NAZISTI NON BASTA

-∫connessioniprecarie-

le passioni tristi del patriarcato


Noi non odiamo solo i nazisti dell’Illinois. E neanche solo quelli della Sassonia-Anhalt o del Mecklenburg-Vorpommern. Noi i nazisti li odiamo tutti. Potremmo liquidare così, parafrasando la battuta di un vecchio film, i successi elettorali di Alternative für Deutschland (AfD) delle ultime settimane. Potremmo, ma non basta. Non basta perché quel voto parla a noi, perché a noi e a nessun altro spetta lottare contro una destra estremista che non punta più solamente al potere, ma se lo prende. Non basta rispondere a quella destra agitando l’odio verso i ricchi affinché sostituisca l’odio verso i migranti o verso le femministe. Le passioni tristi del razzismo e del patriarcato avanzano oggi senza vergogna e non le sconfiggeremo agitando passioni più sane. Anche quando il voto tedesco è locale, il suo significato non lo è mai veramente e dalla Germania viene il segnale che mancava per le destre europee, che godono già del sostegno ideale e materiale di settori tutt’altro che marginali del capitale finanziario e mediatico_

mercoledì 16 settembre 2026

ESSERE RADICALI È IL CONTRARIO DI ESSERE ESTREMISTI

-Elisabetta Michielin-

 Intervista a Toni Negri

"Chissà che romanzi legge Toni Negri, mi chiedeva Domenico Gallo, non mi sembra di aver mai sentito niente sulla cosa. Chiediamoglielo! abbiamo concluso, e Toni Negri ci ha risposto con grande amabilità e un pizzico di divertimento. Grazie!"[E.M.]