-Roberto Brioschi-
“Lo stato non è più niente sta a noi essere tutto”
-Roberto Brioschi-
“Lo stato non è più niente sta a noi essere tutto”
- Marco Antonio Pirrone -
-Renato Franzitta-
Il Social Forum di Genova contro il G8 faceva parte del movimento transnazionale contro la globalizzazione che conquistò le prime pagine dei giornali già dalla fine del 1999 con le imponenti manifestazioni che videro decine di migliaia di persone scendere in piazza a Seattle (USA), intenzionate a bloccare il vertice del WTO (Organizzazione mondiale del commercio). A Seattle, gli scontri di piazza, la fermezza di migliaia di donne e uomini, le barricate erette per fermare la violenza della polizia, furono il battesimo sul campo di un potente e multiforme movimento internazionale che aveva l’obbiettivo unificante di contrastare i padroni del Mondo
«Il libraio. La fantastica vita di Primo Moroni», a cura di Sergio Bianchi è in uscita a ottobre 2026:
-Anita Fallani-
Riproponiamo l'intervista rilasciata già quasi un anno addietro ad Anita Fallani, ma passata sotto silenzio dal sistema mainstream, in cui si evidenzia in modo indiscutibile che "Dietro l’IA ci sono milioni di lavoratori sottopagati e senza tutele"_
-Patrizia Cecconi-
-Marco Antonio Pirrone-
-Finella Giordano-
"Se siamo espressione della Terra,
allora possiamo essere
espressione non solo del problema,
ma della cura.
La Terra riflette quello che siamo”
-Patrizia Cecconi-
dalle origini della sua vicenda
Il libro di Fazolo ricostruisce le fasi che portarono «alla costituzione di quest’organizzazione militare ebraica a fianco degli “Alleati” - scrive Patrizia Cecconi - che prese forma a fine ’44 dopo che Agenzia Ebraica e governo britannico avevano trovato un accordo di massima»_
-Aurelio Angelini-

Nel XXI secolo l’appropriazione sistematica di beni comuni trasformati in rendita non riguarda più solo miniere, foreste o giacimenti petroliferi. Essa investe anche l’atmosfera, gli oceani, i dati digitali e, oggi, persino lo spazio circumterrestre. L’Ipo (Offerta pubblica di acquisto) di 75 miliardi di dollari dell’azienda spaziale di Elon Musk (primo trilionario della storia finanziaria del mondo) è l’indicatore di un salto di qualità senza precedenti. Ma chi ne paga i costi? Musk raccoglie liquidità dal risparmio diffuso, concentra la ricchezza in pochissime mani, e proietta sulle generazioni future e sull’ambiente i costi delle sue operazioni. Solo nei primi sei mesi del 2025, i satelliti Starlink hanno effettuato 145.000 manovre per non scontrarsi nella bassa orbita terrestre: quattro attivazioni per veicolo spaziale al mese. Un bene comune dell’umanità rischia di essere inservibile per l’accumulo di detriti orbitali, precludendo l’accesso allo spazio di satelliti per il monitoraggio climatico, le comunicazioni di emergenza, i sistemi Gps. E la fuliggine dei razzi si deposita nella stratosfera con effetti climatici peggiori di quella terrestre_