Per una volta non si può dire che la “strategia di sicurezza nazionale” statunitense sia soltanto un manifesto retorico. Secondo le linee che avevamo descritto poche settimane fa, l’“operazione militare straordinaria” dell’amministrazione Trump in Venezuela ha posto in atto il “corollario” alla Dottrina Monroe enunciato in quel documento. La rottura rispetto al diritto internazionale, la liquidazione di ogni sistema “basato sulle regole” è apertamente rivendicata. E come ha notato Celso Amorim, diplomatico brasiliano di lungo corso e primo consigliere del Presidente Lula in materia di politica estera, nelle parole di Trump non c’è alcun tentativo di “dissimulare” le ragioni dell’intervento. Petrolio, risorse, pieno dominio sull’“emisfero occidentale” ed esclusione di ingerenze “straniere” (si legga “cinesi”, in primo luogo): nessuna menzione per i diritti umani e per la democrazia appare più necessaria


