mercoledì 21 agosto 2019

SPAGNA - TORNARE ALLE URNE IL 10 NOVEMBRE?


rassegna stampa*

 SOCIALISTI IN MEZZO AL GUADO 

Per Sánchez non può esserci 

«un governo dentro il governo» 


 I viola chiedono vicepresidenza con competenze   sociali e altri tre ministeri  
I socialisti non hanno alcuna intenzione di negoziare di nuovo una coalizione con Unidas Podemos, la quale ha proposto un documento di 120 pagine, approvato da tutti i partiti della coalizione di sinistra 
A muovere la prima pedina è ancora una volta Unidas Podemos. Davanti al silenzio ostinato del partito socialista, per disincagliare i negoziati per la formazione del governo spagnolo i viola ieri hanno fatto arrivare a Pedro Sánchez un nuovo documento di 120 pagine, approvato da tutti i partiti della coalizione di sinistra: oltre a Podemos e Izquierda Unida, anche En comú Podem (il movimento guidato da Ada Colau), gli ecologisti di Equo e Galicia en Común.
Le prime 110 pagine sono dedicate a una serie di proposte che ricalcano quelle contenute nella finanziaria patteggiata all’inizio dell’anno fra Sánchez e Iglesias, come l’aumento del salario minimo a 1.200 euro, le pensioni agganciate all’inflazione, la riforma in profondità della nefasta legge di precarietà sul lavoro del 2012 per proteggere lavoratori e lavoratrici, il controllo degli affitti e la promozione del diritto alla casa, l’asilo nido da zero a tre anni per tutti, l’iscrizione gratuita all’università, l’eliminazione dei ticket sanitari, una legge sull’eutanasia, permessi di paternità e maternità uguali e non trasferibili, un impegno per la riduzione dell’emissione della CO2, l’aumento delle energie rinnovabili e persino una possibile riforma elettorale per migliorare la rappresentanza. Nelle ultime pagine, la formazione viola fa invece quattro proposte molto concrete per la “struttura di governo”, che passano tutte per assumere una vicepresidenza con competenze sociali e sull’uguaglianza (che sembrerebbe destinata alla numero due di Podemos, Irene Montero, dato che Iglesias ha fatto già un passo indietro a luglio) e altri tre ministeri. Quindi il numero di dicasteri che chiederebbe Podemos sono quattro (a luglio si era parlato anche di cinque). Nelle diverse opzioni, i ministeri sono lavoro, salute, e casa ed economia sociale; o transizione ecologica, scienza e università e casa; oppure transizione ecologica, scienza e università, e agricoltura e campagne; o infine lavoro, scienza e università e cultura. L’obiettivo dichiarato è quello di riprendere i negoziati «dove li lasciammo a luglio quando la scarsità di tempo impedì di trovare un accordo con il Psoe», scrivono. Stavolta la chiave è chiarire bene quali sarebbero le competenze di ciascuno dei ministeri assegnati ai viola.
* Leggi articolo completo di Luca Tancredi Barone, «Impossibile», i socialisti rifiutano la proposta di Unidas Podemos, su il manifesto, edizione del 21.08.2019