UN PASSAGGIO
PER L’INTERA SOCIETÀ ITALIANA
\ la principale forza politica extraparlamentare, disposta a raccogliere e ad alimentare le lotte operaie e sociali, sotto la Mole raggiunse un radicamento secondo solo a quello del Partito comunista
\ la principale forza politica extraparlamentare, disposta a raccogliere e ad alimentare le lotte operaie e sociali, sotto la Mole raggiunse un radicamento secondo solo a quello del Partito comunista
\ la parabola del ’77 e
delle sue principali componenti sociali: dai Circoli del proletariato giovanile
al movimento femminista e agli studenti medi e universitari
\ i processi e le
dinamiche che legarono insieme la crisi dei gruppi rivoluzionari e l’esplosione
di un movimento che ruppe gli equilibri e gli schemi politici figli del boom
economico

[dalla recensione “Storie locali
degli anni Settanta: Torino fra la dissoluzione di Lotta Continua e il
Settantasette” – di Giorgio Del Vecchio]
Nel
corso dei decenni che ci distanziano dagli eventi e dalle situazioni narrate in
questo libro si sono generalmente affermate due visioni. La prima è quella del
cosiddetto «scioglimento» di Lotta continua: già Luigi Bobbio, nel suo libro
sulla storia dell’organizzazione, affermava che «la storia di Lotta continua
come organizzazione, si è conclusa definitivamente con il Congresso di Rimini
del 1976»(1). La seconda è rappresentata da una certa tematizzazione
del ’77, come già accennato nell’introduzione: questo movimento non avrebbe
sostanzialmente soluzioni di continuità con la precedente stagione dei gruppi
rivoluzionari e, con il suo portato di violenza, avrebbe rappresentato una
specie di anticamera dell’omicidio Moro. Le due questioni sono in realtà indissolubilmente
legate. Sulla prima, già Guido Crainz ed Enrico Deaglio avevano sostenuto in
passato che Lotta continua rimase attiva come organizzazione nazionale almeno
fino al rapimento Moro (2). Al di là degli aspetti di politica
formale (le riunioni del Comitato nazionale continuarono comunque a svolgersi
almeno fino a tutto il ’77), che di per sé possono non dire molto, la
ricostruzione fatta nelle pagine di questo volume attesta quanto meno,
innanzitutto, che a Torino sia preferibile parlare di lenta dissoluzione
dell’organizzazione piuttosto che di scioglimento[…].
11. Cfr. L. Bobbio, Storia di
Lotta Continua, cit., p. VII
22. Cfr. Come finì Lotta
continua, «Micromega», 8/2006