domenica 20 gennaio 2019

“LA TRAGEDIA RUSSA” -Rosa Luxemburg- una lezione di metodo: critica di una rivoluzionaria ad altri rivoluzionari



\ Alcune indicazioni concrete perché il fine possa ritrovarsi e rinnovarsi in modo adeguato al XXI secolo e alle future generazioni
\ la differenza fra democrazia socialista, liberalismo borghese e dittatura burocratica sul proletariato
\ il socialismo non significa statalismo e men che mai dittatura di un partito unico ma autogestione diretta da parte del popolo [seguendo  il linguaggio dell’epoca]
\ il realismo non dimentica mai che la liberazione può essere solo auto-liberazione
\ la democrazia socialista significa espandere e non comprimere i diritti politici
\ il socialismo non può esserci senza la socializzazione sia dell’economia sia della politica

La libertà solo per i seguaci del governo, solo per i membri di un partito - per numerosi che possano essere - non è libertà. La libertà è sempre unicamente la libertà di chi la pensa diversamente. Non per fanatismo di “giustizia”, ma perché tutto ciò che di educativo, salutare e purificatore deriva dalla libertà politica, dipende da questa condizione, e perde ogni efficacia quando la “libertà” si fa privilegio (...).

Ma col soffocamento della vita politica in tutto il Paese anche la vita dei soviet non potrà sfuggire a una paralisi sempre più estesa. Senza elezioni generali, libertà di stampa e di riunione illimitata, libera lotta d’opinione in ogni pubblica istituzione, la vita si spegne, diventa apparente e in essa l’unico elemento attivo rimane la burocrazia. La vita pubblica s’addormenta poco per volta, alcune dozzine di capipartito d’inesauribile energia e animati da un idealismo sconfinato dirigono e governano: tra questi la guida effettiva è poi in mano a una dozzina di teste superiori; e un’élite di operai viene di tempo in tempo convocata per battere le mani ai discorsi dei capi, votare unanimemente risoluzioni prefabbricate; in fondo dunque un predominio di cricche, una dittatura, certo: non la dittatura del proletariato, tuttavia, ma la dittatura di un pugno di politici, vale a dire dittatura nel senso borghese, nel senso del dominio giacobino (...)

Noi non siamo mai stati fanatici della democrazia formale, ciò significa soltanto: noi abbiamo sempre distinto il nocciolo sociale dalla forma politica della democrazia borghese, abbiamo sempre svelato l’amaro nocciolo della disuguaglianza e della soggezione sociale sotto la dolce scorza dell’uguaglianza e della libertà formali, non per ributtarle, ma per spronare la classe operaia a non ritenersi soddisfatta della buccia; a conquistarsi piuttosto il potere politico per riempirlo di un nuovo contenuto sociale. È compito storico del proletariato, una volta giunto al potere, creare al posto della democrazia borghese una democrazia socialista, non abolire ogni democrazia. Ma la democrazia socialista non comincia soltanto nella terra promessa, una volta costruite le infrastrutture economiche socialiste, come dono natalizio bell’e fatto per il bravo popolo, che nel frattempo ha fedelmente sostenuto un pugno di dittatori socialisti. La democrazia socialista comincia contemporaneamente alla demolizione del dominio di classe e alla costruzione del socialismo. Essa comincia al momento della conquista del potere da parte del partito socialista. Essa è null’altro che dittatura del proletariato.

Certo: dittatura! Ma questa dittatura consiste nel sistema di applicazione della democrazia, non nella sua abolizione. In energici e decisi interventi sui diritti acquisiti e sui rapporti economici della società borghese, senza i quali la trasformazione socialista non è realizzabile. Ma questa dittatura deve essere opera della classe, e non di una piccola minoranza di dirigenti in nome della classe, vale a dire deve uscire passo passo dall’attiva partecipazione delle masse, stare sotto la loro influenza diretta, sottostare al controllo di una completa pubblicità, emergere dalla crescente istruzione politica delle masse popolari.

alcuni stralci dall’articolo “La tragedia russa” (presumibilmente scritto tra il settembre e l’ottobre 1918 ma pubblicato solo nel 1921, nota di m.n.) in  Michele Nobile, ROSA LUXEMBURG. Nel centesimo anniversario dell’assassinio, www.utopiarossa.blogspot.com