sabato 11 marzo 2023

LA RIPRODUZIONE PERENNE DELLE GUERRE

la costante riproduzione del dominio

di pochi sulla maggioranza - Salvatore Palidda* -

pubblichiamo la relazione dell'autore sostenuta al Convegno Nazionale di aggiornamento / formazione rivolto a tutto il personale scolastico, Genova,
Istituto V. Emanuele II, largo Zecca, a cura Cobas-Scuola/Cesp

Come suggeriscono alcuni autori, tutta la storia dell’umanità è innanzitutto storia di guerre;  i periodi di pace sono sempre stati più brevi di quelli delle guerre. La pace nei paesi dominanti  è sempre stata pagata con le guerre esternalizzate nei paesi dominati, spesso camuffate come  “guerre etniche”, “guerre tribali”, “guerre di religioni”. Si è sempre avuta una costante  riproduzione delle guerre e questo corrisponde alla costante riproduzione del dominio di pochi sulla maggioranza degli umani dominati e vi è sempre stata la disperata sopravvivenza di questi  ultimi spesso attraverso resistenze inevitabilmente reiterate e brutalmente represse. 

Una ricchissima letteratura sulla storia antica come sul medioevo, la modernità e l’epoca  contemporanea è stata scritta da autori che hanno studiato in particolare le guerre (basti  pensare a Tucidide, Posidonio, Polibio e poi anche i contemporanei Clausewitz e tanti altri). Lo stesso vale per ciò che si è sempre creato a fianco dei conflitti armati (vedi Veyne in  particolare) -si veda anche le “rivolte servili” degli schiavi in Sicilia e a Roma.1 Ma come ha  suggerito Foucault la guerra non è la guerra la continuazione della politica (come teorizzava  Clausewitz), “il potere è la guerra, la guerra continuata con altri mezzi”, c’è sempre  continuum delle guerre anche all’interno di ogni paese e -soprattutto negli ultimi 40 anni- c’è conversione poliziesca del militare e conversione militare del poliziesco (vedi infra). 

Ma tutti i dominanti hanno sempre preteso di essere per la pace, addossando sempre agli altri  la responsabilità di scatenare la guerra (vedi il libro di Anne Morelli2). E nel trionfo  dell’ipocrisia non sono mancati i Nobel per la pace accordati a responsabili di guerre; per  esempio Kissinger uno dei mandanti del colpo di stato in Cile o il Nobel alla stessa Unione  europea “per aver salvaguardato la pace dal 1945” mentre ha di fatto aizzato la guerra nei  Balcani e la tragedia della pulizia etnica nella ex-Jugoslavia oltre ad altre guerre in Africa, Asia e America Latina spesso a fianco degli Stati Uniti e della Nato. 

I paesi europei (Inghilterra, Spagna, Portogallo, Francia e Germania ma anche l’Italia, dopo  gli Stati Uniti e il Giappone sono stati i primi responsabili delle guerre che si sono succedute  dalle prime crociate al colonialismo feroce del XIX e XX secolo -fra cui il colonialismo italiano:  vedi importante video-documentario al link in nota3- sino al neocolonialismo di oggi. 

Ricordiamo che il giuramento dei pseudo-nobili genovesi per la prima crociata si svolse nella  chiesa di San Siro nel 1099. Questi dominanti accumularono enormi ricchezze grazie alla rapina  delle risorse delle terre colonizzate e grazie alla tratta degli schiavi (scelti fra persone di famiglie  ricche e quindi in grado di pagare ingenti somme per il loro riscatto dalla schiavitù).  

Lo stesso fecero tutti i dominanti degli altri paesi europei così come poi Stati Uniti e  Giappone. 

Le guerre sono sempre state il mezzo per accumulare ricchezze non solo ai danni dei paesi  sconfitti, ma anche a danno della popolazione dei paesi guerrafondai. I costi umani ed  economici delle guerre sono sempre stati pagati dai vinti e dai dominati nei paesi vincitori. E  dopo le guerre la cosiddetta ricostruzione e lo sviluppo economico sono sempre stati l’occasione  di nuovi ingenti profitti a beneficio dei dominanti. I paesi in guerra sono sempre stati trasformati attraverso la militarizzazione pervasiva totale: gli uomini sono stati obbligati a uccidere e farsi  uccidere al fronte (come carne da macello), le donne sono state destinate a rimpiazzare gli  uomini nelle fabbriche; tutti i regimi totalitari e in particolare il fascismo e il nazismo hanno  esasperato questo processo (con anche la militarizzazione delle scolaresche e dei giovani,  un’esasperazione violenta di quanto già aveva auspicato De Amicis4). 

Con la creazione degli stati-nazione e quindi delle frontiere s’è accentuata ancora di più  l’istigazione della opinione pubblica contro il nemico di turno designato come responsabile di  tutti i mali, l’autore delle più esasperate atrocità. La definizione del nemico contro cui il popolo  è chiamato a unirsi ai dominanti del proprio paese, accettando tutti i costi umani e materiali, è  da sempre l’elemento fondante della coesione nazionale. Il nazionalismo è così stato il cemento  delle imprese coloniali contro popoli designati come “barbari”, “incivili”, e persino minacce  del progresso della civiltà (ricordiamo che Cristoforo Colombo per giustificare il genocidio dei  nativi delle Americhe diceva che erano animali senza anima ma pericolosi perché avevano  “sembianze umane”). Il nazismo approda al massimo sviluppo dell’ideologia nazionalista  mescolandola con quella razzista e l’obiettivo dello sterminio delle razze non ariane (in cui agli  ebrei sommarono anche i Rom, i “diversi” in tutti i sensi e gli antagonisti anarchici, comunisti,  socialisti o anche semplici liberal-democratici e cristiani pacifisti). 

Il trionfo delle lobby militari 

Lo sviluppo capitalista ha fatto diventare l’industria militare un settore sempre più  importante dei paesi dominanti. E’ emersa così la lobby militare per opera sia degli imprenditori  di questa industria, sia dei vertici militari e delle polizie, sia delle banche e gruppi finanziari  che vi investono. Gran parte delle industrie metalmeccaniche e siderurgiche è trasformato in  industria militare (a questo si deve la fortuna anche delle grandi marche automobilistiche  europee fra le quali la Fiat degli Agnelli). 

Ovviamente i profitti di questa lobby corrispondono solo al consumo degli armamenti;  quindi è essenziale la riproduzione delle guerre e fomentarle diventa l’opera abituale di tutta la  coorte di sostenitori di queste lobby. 

Con l’ultima grande trasformazione dell’economia mondiale e locale (cioè la cosiddetta  controrivoluzione liberista che trionfa soprattutto con l’inizio degli anni ’80), queste lobby  hanno aumentato a dismisura il loro peso poiché si sono intrecciate con le altre lobby fra le  quali quelle della produzione di energia (carbone, petrolio, gas ed elettricità, centrali nucleari),  quelle delle nuove tecnologie sempre più sofisticate e quelle finanziarie, tutte sostenute dalla  maggioranza dei media (tv, giornali e ora anche social network, oltre che dai vari videogiochi  di guerra diffusi su internet per ragazzini e adulti). Questo intreccio di lobby ha conquistato una  capacità di influenza pervasiva gigantesca arrivando a controllare tutti i campi di ricerca  scientifica per sfruttarne i risultati alfine di sviluppare innovazioni negli armamenti, nei  dispositivi militari. Tutte le scoperte scientifiche e invenzioni che si riversano nelle nuove  tecnologie e sono poi trasformate in prodotti di largo consumo (come per esempio i telefonini,  i sistemi di allarme nelle abitazioni, le smart house e le smart cities ecc.) sono prima usati per  i dispositivi militari (e questo vale anche per le droghe). Una gran parte dei finanziamenti  europei per la ricerca (programma Horizon) è conferito ai gruppi di ricerca che lavorano per  l’industria militare, per i ministeri della difesa e dell’interno dei vari paesi europei. 

Non solo, la diffusione dei dispositivi di controllo e spionaggio per la repressione è in continuo  crescendo! Tutte le città, le imprese, i centri commerciali e i supermercati e persino le scuole e  le università oltre a tutti i luoghi pubblici e para-pubblici sono infestati dalla videosorveglianza.  Lo sviluppo delle nuove tecnologie della cosiddetta IA (Intelligenza Artificiale) permettono ora  non solo la registrazione delle conversazioni in strada, ma anche il riconoscimento faciale e le  schedature di massa. Si approda così a uno stato di polizia “postmoderno”5, una tecno-polizia  pervasiva al punto che persino tanti genitori se ne avvalgono per sorvegliare i figli!6 Questa  esasperazione dei cosiddetti controlli postmoderni è già sperimentata e in funzione in diversi  paesi e si prospetta così un mondo di iper-sorveglianza di massa e quindi di esasperazione del  sospetto nei confronti di tutti (vedi video-documentario La società della sorveglianza totale. 7 miliardi di sospetti clicca il link in nota7). 

Per questo cresce il bisogno delle cosiddette “terre rare” (fra cui il cobalto, il litio ecc.) che  quindi sono prese di mira da queste lobby dei paesi dominanti attraverso un neocolonialismo che provoca devastazioni e neo-schiavitù nei paesi dove si trovano queste risorse (per esempio  il Congo che non a caso vive da oltre 10 anni in una guerra atroce che miete milioni di morti).  E per questo i paesi dominanti dislocano dappertutto le loro cosiddette “missioni militari” che  pretendono essere “missioni di pace” mentre sono nei fatti missioni militari neocoloniali. 

Anche l’Italia è impegnata in ben 10 missioni militari in “ambito NATO”, 12 in ambito  Unione Europea e 7 in quello ONU (per avere un’idea della logica guerrafondaia di queste missioni si legga il testo al link in nota8). Quanto costano? Cosa guadagnano i cittadini italiani  che pagano le tasse da queste missioni militari all’estero? Una cosa è certa e sfacciata: esse  servono alle multinazionali italiane che hanno investimenti e imprese nei paesi di queste  missioni; tanti documenti lo provano, per esempio in Libia è per proteggere i siti petroliferi  dell’ENI, in Iraq lo stesso, in Niger per la concorrenza con la Francia nell’accaparramento delle  “terre rare” e in generale a supporto del commercio italiano degli armamenti e sistemi d’arma  che Leonardo produce come subappaltatore della produzione statunitense. 

I cittadini italiani non hanno alcun beneficio da queste spese, ma anzi tagli alla sanità, alle  scuole, alla ricerca, ai servizi sociali. Un’attenta analisi della spesa militare in Italia è fornita  dal prezioso Osservatorio Mil€x (vedi testo al link in nota9). Col 2023 l’aumento varato  dall’attuale governo è di oltre 800 milioni, si passa infatti dai 25,7 miliardi previsionali del 2022  ai 26,5 miliardi stimati per il prossimo anno. E per questo c’è unanimità fra le destre e il PD, il  cui ex-ministro della difesa -Guerini- perora di aumentare la spesa a 38 miliardi, obiettivo  condiviso dall’attuale ministro Crosetto, già lobbista dell’industria militare: il passato governo  si era infatti distinto per lo zelo in questo campo e l’attuale governo persegue mirando a fare di  più10.  


L’opinione pubblica non è stata minimamente presa in considerazione: il sondaggio di Swg  di metà gennaio 2023 mostra che il 55 per cento degli italiani intervistati si dichiara contrario  all’aumento del 2% del PIL delle spese militari e favorevoli a una forte tassazione degli  extraprofitti di guerra (vedi link11). Non solo, ancora più flagrante è che l’aumento per le  spese militari e per le spese per le polizie e la cosiddetta “sicurezza” avviene mentre  diminuisce la spesa per la sanità, le scuole, l’università e la ricerca e i servizi sociali.  Nonostante la pandemia da Covid abbia dimostrato che l’enorme quantità di morti sia stata  dovuta a una sanità semi-smantellata, non c’è stato nessun nuovo investimento nella sanità pubblica, mentre si favorisce il boom dell’industria farmaceutica e della sanità privata. Come scrive anche la Corte dei Conti: “Nessun altro grande Paese Ue spende così poco in rapporto  al PIL” (vedi rapporto della CdC al link12).  

Di fatto, tutti gli impegni di spesa stabiliti dall’attuale governo neofascista hanno subito  riduzioni tranne quelli per il settore militare e per le polizie (vedi l’analisi dettagliata al  link13).  

In particolare la finanziaria varata dal governo non prevede l’aumento dei fondi per la  sicurezza sui posti di lavoro (nonostante l’alto numero di morti e di incidenti e la diffusione di  malattie mortali); non investe sulle scuole neanche per l'edilizia scolastica, spesso in grave  degrado, e i livelli essenziali delle prestazioni. Non prevede riduzione delle tasse universitarie  né tantomeno la gratuità; non prevede un reddito di formazione né il rilancio della ricerca che  oggi costringe tanti bravi giovani ricercatori a emigrare. A fronte di una situazione  dell’ambiente che vede l’Italia come il paese più inquinato e ad alto rischio di disastri  ambientali oltre che di malattie dovute a contaminazioni tossiche diffuse in tutto il territorio e  in tutti gli ambienti (anche nelle scuole), il governo prevede ben poco; anzi ignora che la  maggioranza dei decessi sono dovuti a malattie provocate da tali contaminazioni (vedi libro  scaricabile gratuitamente al link in nota14). Invece il governo pretende rilanciare ancora spese  ingenti per grandi opere di cui scientificamente si conosce la loro inutilità, dannosità e quindi  lo spreco di danaro pubblico. E’ il caso non solo della TAV Torino-Lione, delle grandi opere  previste a Genova e ora anche il Ponte sullo stretto che qualcuno ha persino l’ardire di dire  che è indispensabile per la valorizzazione del ruolo strategico-militare delle forze armate USA  in Sicilia.15 Invece non si prevede l’indispensabile aumento al 7% sul PIL della spesa per la  sanità pubblica, dei fondi per la non autosufficienza dei disabili e le politiche sociali e in  particolare per aumentare la prevenzione della tossicodipendenza, l’assistenza alle persone  affette da disagio psichico e ai poveri, tutti soggetti spesso trattati con modalità repressive, cioè destinati al carcere16

Come scrivevano anche classici esperti delle questioni militari, quando un paese aumenta  le spese militari e si dota persino di armamenti offensivi, inevitabilmente è spinto a diventare  guerrafondaio e neocolonialista. E quando un paese aumenta le spese per le polizie e per la  cosiddetta sicurezza anziché quelle della prevenzione sociale, inevitabilmente produce più  carcerazione e rialimenta il disagio sociale dei marginali (così questo aumento “giustifica” l’aumento delle spese per le polizie e la sicurezza -vedi videosorveglianza dappertutto -vedi  nota 12). 

Perché l’Italia sta ridiventando la principale base militare degli Stati Uniti Sin dalla più lontana antichità il dominio nello spazio mediterraneo ha sempre avuto la  necessità di appropriarsi della posizione geostrategica delle isole e penisole, in particolare  della Sicilia e della penisola italiana (è il principio essenziale della strategia della potenza sul  mare -sea power di A.T. Mahan)17. Solo dopo aver conquistato la Sicilia e dopo aver forgiato  la loro potenza sul mare i Romani poterono sconfiggere Cartagine. E la storia s’è ripetuta: da  dopo le crociate sino alla 2a guerra mondiale. Le potenze marittime in Mediterraneo hanno sempre puntato ad accaparrarsi il controllo della Sicilia (oltre Malta e Cipro) e dell’Italia. Garibaldi poté sbarcare a Marsala grazie al sostegno della marina militare inglese18 che allora  controllava tutto e continuò a farlo sino alla guerra del 1943-45, lasciando questo ruolo alle  forze armate statunitensi. 

Già ai tempi della dominazione spagnola le classi dominanti locali della Sicilia ma anche  della penisola italiana si adattarono a negoziare l’alienazione della posizione strategica del  loro territorio (quindi a rinunciare alla sovranità sino a proclamare la loro sudditanza  indefessa) in cambio dell’autonomia di gestione della società locale: divennero quindi degli  esperti power-brokers (mediatori di potere in senso lato), ruolo che di fatto ha interpretato  sempre la borghesia mafiosa19 che non è poi tanto diversa dalle classi dominanti delle altre  regioni italiane (è anche questa la caratteristica saliente dei dominanti genovesi dal  Rinascimento a oggi). 


Dopo il 1945 il dominio del Mediterraneo è diventato statunitense. La divisione del mondo  in due blocchi (a seguito dell’accordo di Yalta fra Churchill, Roosvelt e Stalin) impose che  l’Italia -paese sconfitto e sottoposto a diverse sanzioni- dovesse collocarsi nel campo  dominato dagli Stati Uniti assurti a prima potenza mondiale. Data l’importanza strategica  della Sicilia e dell’Italia nell’universo Mediterraneo, sin dalla fine degli anni ’40 gli Stati  Uniti hanno trasformato questi territori nella loro principale base militare, ancor più  importante a seguito della creazione della NATO (vedi nota 13).  

Come scrive persino il giornale della Confindustria sono oltre 100 le bombe atomiche USA  dislocate in Italia,20 ossia un numero di gran lunga più alto di quello riguardante il Belgio e la  Germania (ne hanno ciascuno fra 10 e 20). In realtà questa cifra si limita alle sole basi di  Aviano e di Ghedi mentre è risaputo che la più importante base militare statunitense in Italia è  quella di Sigonella con sotterranei di depositi di armi che si estendono per quasi 40 chilometri (periferia di Catania sino ad Augusta). A questa base si aggiungono altre più piccole ma  importanti e fra queste il MUOS di Niscemi21 che riveste oggi un ruolo cruciale nel  dispositivo USA rispetto al teatro militare che va dal Mediterraneo centrale sino al Medio  Oriente e ancora sino al Golfo Persico. 

In altre parole oggi più che mai l’Italia è una base militare statunitense che in caso di  guerra rischia ovviamente di essere oggetto di attacchi e in caso di guerra atomica rischia  l’ecatombe.  

Da notare che queste armi nucleari e l’intero dispositivo di cui sopra sono controllati e  possono essere usati esclusivamente dai militari statunitensi, neanche da quelli della NATO e  ancor meno dagli italiani. Di fatto, tutti i governi italiani hanno sempre accettato supinamente  questa totale alienazione della sovranità nazionale, anzi si sono sempre schierati come i più  zelanti alleati (subalterni) degli Stati Uniti.  

Purtroppo gli auspici dei costituenti che scrissero la Carta Costituzionale e anche quelli dei  firmatari del manifesto di Ventotene per l’Europa (Spinelli e altri) sono stati vani. L’Italia non  ha mai osato reclamare il diritto all’effettiva indipendenza come Stato che “ripudia la guerra”  e mira solo alla pace e quindi a una difesa militare che dovrebbe essere puramente  difensiva (il che esclude apriori armi e sistema di arma offensivi quali gli aerei da caccia,  portaerei ecc., non si impegna in missioni militari all’estero salvo missioni ONU di soccorso  in caso di catastrofi).22 

Ma questi aspetti non sono mai stai sottoposti a referendum. Ricordiamo che negli anni ’60  e dopo, i cattolici pacifisti come tutta la sinistra contro le guerre e per la pace non hanno mai  potuto far valere la loro opinione.  

Il discorso dominante e persino con il massimo accanimento è sempre stato a sostegno  della Nato e degli USA, declamati come i “salvatori dell’Italia” dopo la guerra, l’esempio di  “democrazia e benessere”, il modello da sogno di felicità.  

Tutto ciò nonostante sia noto -ma non alla maggioranza della popolazione e ancor meno ai  giovani- che i servizi segreti degli Stati Uniti, gran parte dei loro colleghi italiani e la loro  manovalanza fascista sono responsabili delle più atroci stragi in particolare dal 1969 sino  all’inizio degli anni ’90 (fra le più note: strage di p.za Fontana, l’Italicus, la stazione di  Bologna, Brescia). E’ noto -ma sempre ai pochi ben documentati- che questa strategia  stragista statunitense ha avuto sempre il preciso obiettivo di vietare all’Italia scelte politiche in  dissenso con quelle degli USA, e l’ostilità persino ai tentativi di relativa autonomizzazione  che una parte dei governanti italiani ha cercato di conquistare (pagando anche con la vita  com’è nel caso di Moro, che DC e PCI non vollero salvare anche su forte pressione  statunitense). 

A tutto ciò bisogna aggiungere che il dispositivo militare statunitense e italiano è fonte di  grave inquinamento che genera cancro (da radioattività e uranio impoverito di cui sono morti  centinaia di soldati oltre ai civili contaminati). Si pensi al caso sconcertante del poligono di  Quirra e delle cosiddette servitù militari in Sardegna, oltre alla diffusione di cancro nella zona  MUOS, dove le proteste della popolazione locale sono oggetto di brutale repressione23

La pervasività del discorso sulla guerra 

La propaganda bellica di oggi (cioè del contesto del cosiddetto neoliberismo) non è solo  quella inculcata ai militari di professione,24 ma spesso anche agli operatori delle polizie  mirante a forgiare l’aggressività se non la ferocia contro il nemico di turno (la/il terrorista  pseudo-islamista, la/il presunta/o terrorista dell’estrema sinistra o delle lotte ecologiste, la/il  presunta/o immigrata/o o rom delinquente o persino il marginale tout court -vedi libri citati  alla nota 12).  

Oggi la pervasività del discorso bellico passa anche a livello micro-sociologico, a  cominciare dall’incitamento ad acquisire un profilo dominante: si pensi alla pubblicità in cui  si vede un uomo aitante (in questo caso non può essere una donna perché si inneggia al  dominio maschile punto) che sale su un SUV e dice: “Ah finalmente posso guardare tutto e  tutti dall’alto in basso”. E si pensi a quella pubblicità in cui sempre un uomo aitante arriva con  una spider rossa fiammante scende, apre il cofano dietro e fa scendere una famosa show girl.  Il messaggio di queste due pubblicità flash (fra altre) non c’è bisogno che sia esplicito: si  punta a spingere chi le vede a pensare “e per avere questo cosa ci vuole?” Non ci può certo  arrivare il semplice lavoratore col magro salario che guadagna. Allora come fare? O tentare di  diventare criminale per esempio mettendosi a spacciare droga ... ma quasi sempre si finisce in  galera appena si comincia. Oppure seguire altre pubblicità o messaggi nascosti sui social  network che dicono: “Se vuoi guadagnare di più non devi avere riguardo per nessuno -tranne  per i tuoi capi- e anzi dimostrare a questi che sei capace anche di calpestare il tuo collega e  persino tuo fratello, per affermare la tua superiorità; la competizione per vincere è la chiave del successo per diventare dominante degli altri che sono dominati perché non sono capaci di  essere dominanti”! In un contesto di profonda disgregazione economica, sociale, culturale e  politica quale quella che s’è scatenata senza fermarsi da almeno 40 anni, prevale ormai  l’atomizzazione, l’ultra-individualismo, l’accanimento per difendersi e per primeggiare a tutti  

i costi e contro tutto e tutti, sino all’odio per chiunque; quindi l’incapacità di convivialità, di  solidarietà, di slanci di simpatia se non di amore per gli altri: la negazione dell’umanità. Questa è la caratteristica saliente della società liberista di oggi, una realtà in cui non c’è da  stupirsi difronte non solo al banale bullismo fra alunni, ma alle cosiddette bande giovanili e  poi agli aspiranti contractors, cioè i mercenari pronti a farsi reclutare per qualsivoglia teatro  di guerra in giro per il mondo non solo per guadagnare tanto anche a rischio di morire, ma per  provare l’ebrezza di torturare e di uccidere (e non mancano i film e videogiochi che incitano a  questo). 

In una intervista degli anni settanta Pier Paolo Pasolini disse: “Occorre denunciare la  mutazione antropologica, il genocidio culturale di una nazione che avviene sotto gli occhi  passivi di un popolo venduto anima e corpo al consumismo più spietato”. (…) Aggiungiamo,  oggi si incita non solo al consumo, all’uso e abuso di ogni sorta di merce e gadget, ma anche  di “pillole” ideologiche di liberismo che aizza alla ferocia per dominare l’altro, per far soldi a  tutti i costi e quindi a spezzo di tutto e di tutti.  

Sulla guerra in Ucraina 

E’ indiscutibile che all’inizio del 2022 la Russia di Putin abbia lanciato un attacco militare  all’Ucraina probabilmente nell’illusione di una cosiddetta “guerra-lampo”. La giustificazione  addotta da Putin è che da anni l’Ucraina praticava un dominio brutale sulla popolazione russa  che vive in una parte di questo paese e che la Russia ha il diritto di riannettere i pezzi dell’Ucraina che le appartengono. Ma, questa giustificazione non può legittimare l’attacco  scatenato dalla Russia di cui è vittima la popolazione ucraina. E’ risaputo che il discorso di  Putin è un’aberrante inneggio all’impero russo del XIX secolo (un po’ alla stregua del delirio  di Mussolini che inneggiava all’impero romano e alla superiorità italica). 

Allo stesso tempo, come era ben prevedibile, gli Stati Uniti hanno subito approfittato della  ghiotta occasione per alimentare proprio nel centro dell’Europa lo scontro con il duplice  intento: a) di spingere i paesi europei -sin allora recalcitranti- a lanciarsi anch’essi nella nuova  corsa agli investimenti militari; e b) di provare a destabilizzare pesantemente se non far  soccombere il regime di Putin (che ha alquanto “infastidito” il gioco statunitense nella guerra  in Siria ma anche in altre realtà africane e dell’America Latina). Di fatto si ha una guerra fra  USA e Unione europea contro la Russia di Putin condotta per procura dal regime ucraino. Anziché mobilitarsi per approdare a negoziati di pace, i paesi europei sono diventati quasi più  zelanti degli USA inviando sempre più finanziamenti e armamenti al regime ucraino25

Da allora il corso della guerra è diventato quello della corsa agli armamenti, il trionfo delle  lobby militari-poliziesche statunitensi, europee e russe, con non solo sempre più armi  all’Ucraina ma anche agli altri paesi vicini e a paesi che sin allora erano di fatto al di fuori da  tale dinamica (vedi per esempio la Norvegia). In questo aumento del mercato delle armi non  mancano truffatori che traggono lauti guadagni (vedi nota26). Da notare anche l’escalation dei  contingenti di mercenari ben noti e altri in parte del tutto camuffati. Da allora di fatto la  popolazione che vive in Ucraina è diventata carne da macello (e a questa sorte sono  condannati anche i militari ucraini e russi). 

In altre parole, a totale sprezzo della vita della popolazione, la guerra in Ucraina è  diventata una gigantesca speculazione delle lobby militari. 


La possibilità di una tregua e quindi di un negoziato di pace è stata sinora ignorata. L’Unione europea s’è irretita nella corsa al mercato delle armi e tanti paesi europei come  anche gli USA puntano a fare profitti nella futura ricostruzione postbellica dell’Ucraina. 

In termini astrattamente militari, Stati Uniti e paesi Nato avrebbero potuto subito  intervenire a difesa del territorio ucraino con anche truppe a terra. Ma ovviamente non  l’hanno voluto fare perché nessuno di questi paesi vuole infognarsi in un conflitto che rischia  l’escalation addirittura sino alla guerra nucleare. Al contrario, le lobby militari guadagnano di  più nell’eternizzare l’attuale guerra, ovviamente a sprezzo totale della popolazione che vive su  tale territorio.  

Siamo quindi di fronte a una nuova riproduzione di una guerra che diventa permanente così  come aveva proclamato il primo Bush inaugurando l’era bellica liberista.  Sono almeno 23 le guerre “ad alta intensità” (cioè anche con armamenti pesanti) fra questi in Siria, Yemen, Sud Sudan, Repubblica Centrafricana, nord del Mozambico, Nord Kivu e  Ituri della Repubblica democratica del Congo, Tigray in Etiopia nonché ancora in Iraq,  Ucraina, Nigeria, oltre alla perenne guerra israeliana contro il popolo palestinese, quella turca  contro i Kurdi, e altri ancora27. 


E tutti i paesi produttori e mercanti di armi non lesinano mai di alimentare queste guerre (vedi  per esempio il sostegno europeo e statunitense a Erdogan che non smette di perseguire il  genocidio del popolo curdo28.

Il continuum delle guerre  

Il continuum delle guerre si materializza anche all’interno degli stessi paesi dominanti, con la  guerra contro i migranti fatti morire nelle frontiere marittime e terrestri (la tanatopolitica  liberista) e contro i rom, i marginali e i presunti sovversivi che si ribellano a grandi opere e a  disastri sanitari, ambientali ed economici29. E si materializza nella guerra sicuritaria contro i  

migranti, i marginali, i presunti sovversivi in nome di una sicurezza che non tutela affatto i  cittadini spesso vittime delle vere insicurezze ignorate (disastri sanitari, ambientali ed  economici fra cui precariato, lavoro nero, supersfruttamento violento). Ma le polizie non  proteggono la popolazione rispetto a queste insicurezze di cui sono sfacciatamente  responsabili proprietari di industrie e governanti locali e nazionali30. E abbiamo visto che  rispetto ai migranti prevale la logica del far morire e lasciar morire, cioè la tanatopolitica  fascista o di una sorta di “fascismo democratico” (un governo che in realtà ha i voti del solo 27% degli aventi diritto31). 


Conclusioni 

La resistenza contro la riproduzione continua delle guerre non può che essere sempre lotta  per la pace; da sempre è così che l’umanità sopravvive. Questa lotta passa innanzitutto nel  ricostruire convivialità e socialità e riguarda anche i comportamenti quotidiani, la ricerca  continua delle soluzioni pacifiche così come le precauzioni contro i rischi di disastri sanitari,  ambientali ed economici. Non si tratta affatto di resilienza intesa in termini  psicologizzanti/individualisti, ma di resistenza collettiva e agire comune contro chi è  responsabile di tali disastri32

Il rischio di un’ulteriore escalation dell’attuale guerra russa contro l’Ucraina resta alto e nulla  può escludere che diventi un rischio di guerra atomica (anche se l’eventualità di bombe nucleari  di raggio relativamente limitato -200 kmq?- è più verosimile). Come dicono alcuni esperti  militari di vari paesi, è evidente che la Russia non si ferma senza la garanzia di aver conquistato  obiettivi validi (Crimea, Donbass, Mariupol, Odessa ??? più che il resto). Intanto la carneficina  aumenterà. L’ipotesi di una mediazione cinese non è ancora verificata e non sfugge  l’esasperazione del bellicismo sia da parte di Putin che da parte USA ed europea per andare ai  negoziati col massimo peso. 

L’ONU è ormai un’istituzione quasi del tutto svuotata da ogni possibilità di agire sulla scena  che le compete. È perciò illusorio pensare che possa essere accettata una pace con una forza  ONU di interposizione fra la Russia e l’Ucraina (cosa che forse sarebbe stata possibile se i paesi  europei avessero sostenuto subito un accordo di pace accettabile per entrambi le parti). 

Intanto constatiamo che le autorità italiane si preoccupano soprattutto di vendere armi, di  attuare la scelta di “far morire e lasciar morire i migranti e di perseguire il corso verso il  “fascismo democratico”33.  

Appare più che mai evidente che solo una grande mobilitazione popolare internazionale per  la pace (come ci fu per il Vietnam), contro tutte le forze che alimentano i conflitti, per il disarmo,  per il neutralismo, potrà fermare questa carneficina in Ucraina, come negli altri paesi fra i quali  la Palestina. 



NOTE BIBLIOGRAFICHE


1 Vedi in particolare i testi e video-conferenze di Luciano Canfora fra cui 

https://www.youtube.com/watch?v=pRxDmXD7Pg4 e di Paul Veyne, Il pane e il circo, e L' impero greco romano. Le radici del mondo globale; e anche: https://www.labottegadelbarbieri.org/protesta-e-integrazione-nella-roma-antica/; https://www.academia.edu/317488/Rivolte_servili_e_spettacolarizzazione_della_violenza

2 https://www.futura-editrice.it/prodotto/principi-elementari-della-propaganda-di-guerra/ 

3 https://www.youtube.com/watch?v=2IlB7IP4hys&t=1062s

4 Vedi La vita militare, Milano, Treves, 1880; in questo libro De Amicis teorizza anche il “matriottismo italiano” (poiché, dopo la rivoluzione francese del 1789 e ancor di più dopo la Comune di Parigi del 1871, il lemma “patria” (come “nazione”) era considerato sovversivo rispetto al reame dei Savoia

5 Vedi “Strategie d’infiltrazione della sorveglianza biometrica nelle nostre città e nostre vite” qui 

https://www.osservatoriorepressione.info/strategie-dinfiltrazione-della-sorveglianza-biometrica-nelle-nostre-citta-nostre-vite/ e anche http://effimera.org/tag/capitalismo-di-sorveglianza/ 

6 La ricerca di Médiamétrie in Francia del febbraio 2020, mostra che 24% dei genitori francesi avrebbero utilizzato dei «dispositivi di spionaggio», all’insaputo dei figli pee sorvegliarli (vedi articolo Le parent moderne est-il un obsédé de la surveillance? https://www.lemonde.fr/m-perso/article/2023/02/11/le-parent-moderne-est-il-un-obsede-de-la surveillance_6161427_4497916.html 

7 https://www.youtube.com/watch?v=4y7TVTIkNRo 

8 https://www.analisidifesa.it/2022/07/missioni-allestero-aumentano-gli-impegni-per-le-forze-armate-italiane/ 9 https://www.milex.org/2022/12/02/spese-militari-italiane-aumento-anche-2023/ 

10 Vedi qui : https://www.corriere.it/esteri/23_febbraio_16/nato-piu-munizioni-l-ucraina-lavrov-l-occidente-punto-non ritorno-78d5ca52-add4-11ed-be01-4ad1caac0110.shtml 

11 https://sbilanciamoci.info/gli-italiani-contrari-allaumento-delle-spese-militari/

12https://www.ilfattoquotidiano.it/2023/02/05/sanita-il-covid-non-e-bastato-nessun-altro-big-ue-spende-cosi-poco/6951150/ e qui il rapporto della Corte dei Conti: https://www.corteconti.it/Download?id=f3537856-4e2f-47c4-9ba4-443f812313f5 

13 https://sbilanciamoci.info/la-controfinanziaria-2022-di-sbilanciamoci-2/ 

14 https://www.academia.edu/49066860/Resistenze_ai_disastri_sanitari_ambientali_ed_economici_nel_Mediterraneo e si  veda anche libro https://www.meltemieditore.it/catalogo/polizie-sicurezza-e-insicurezze/ 

15 http://antoniomazzeoblog.blogspot.com/2022/12/il-ponte-sullo-stretto-come-il-muos-di.html 

16 Vedi libro https://www.meltemieditore.it/catalogo/polizie-sicurezza-e-insicurezze/ (e prima Polizia postmoderna, Feltrinelli, 2000) 

17 Ho scritto su questi aspetti nella mia tesi di laurea dell’EHESS di Parigi (“Le role géostratégique de la Sicile (passé et present)” 1984, e poi nella mia tesi di dottorato sempre all’EHESS di Parigi a fine anni ‘90 (una ricerca di sociologia storica sulla formazione dello stato in Italia sin dal Rinascimento in particolare attraverso gli aspetti militari e di polizia (sintesi qui: https://www.researchgate.net/publication/318642065_L%27anamorphose_de_l%27Etat-Nation_le_cas_italien) e L'evoluzione della politica di difesa in Italia, “Il Ponte”, XLI, 3, 87-109; si vedano anche nei miei libri sulle polizie del 2000 e del 2021 (vedi nota 12) oltre che in quelli sulle migrazioni (in particolare Mobilità umane, 2008). 

18 Vedi Elio Di Piazza, “Il mito di Garibaldi nel ritratto di Rodney Mundy” 

19 “La mafia un power-broker”, https://www.lavoroculturale.org/la-mafia-dimenticata/salvatore-palidda/2019/ 

20 https://www.ilsole24ore.com/art/nucleare-italia-oltre-100-ordigni-usa-ecco-dove-sono-stati-dislocati-AEp5NH2B

 21 https://www.nomuos.info e https://www.nomuos.org e scritti su http://antoniomazzeoblog.blogspot.com 

22 Ricordiamo che l’Italia continua a violare l’art.11 della Costituzione dotandosi di armamenti offensivi, ospitando sul suo territorio armi nucleari e dispositivi impiegati in guerre e rilanciando missioni militari all’estero che di fatto sono partecipazioni alle guerre permanenti. L’art. 11 della Costituzione prevede solo una difesa-difensiva … quindi di fatto prescrive la neutralità.

23 Vedi capitoli di Antonio Mazzeo e di Luca Manunza nel libro scaricabile gratuitamente al link citato alla nota 10 

24 Sulla pervasività della guerra vedi in particolare Conflict, Security and the Reshaping of Society: The Civilisation of War, Routledge, 2010, scaricabile gratuitamente da qui: http://www.oapen.org/search?identifier=391032

25 In Italia alcuni hanno giustificato l’invio delle armi dicendo che per fortuna la Resistenza italiana antifascista e antinazista aveva ricevuto armi e viveri dagli angloamericani. A parte il fatto che questi aiuti sono stati scarsi e talvolta negati con la scusa di “non dare armi ai comunisti e ai socialisti e agli anarchici”, nel caso dell’Ucraina si danno armi al regime di Zelensky e non alla resistenza antifascista contro l’invasore russo. 

26 Lighthouse Reports ha rivelato che un broker di armi estone si sia intascato due milioni di euro a spese dell’Ucraina. Il commerciante di armi Bristol Trust OÜ, con base in Estonia, è arrivato a chiedere una commissione pari a quasi un terzo del valore di una spedizione di armamenti anti-carro destinati all’esercito ucraino: https://www.lighthousereports.nl/investigation/war-profiteers/

27 https://www.agensir.it/mondo/2022/04/15/un-mondo-senza-pace-almeno-23-conflitti-ad-alta-intensita/; https://www.remocontro.it/2023/01/07/i-punti-caldi-del-pianeta-dove-possono-scoppiare-le-guerre-2023/ 28 Vedi i militanti curdi chiedono al Parlamento europeo il ritiro del Pkk dalla lista Ue dei terroristi: https://www.eunews.it/2023/02/15/interrotti-i-lavori-al-parlamento-europeo-militanti-curdi-chiedono-il-ritiro-del-pkk-dalla lista-ue-dei-terroristi/ 

29 Razzismo democratico: la persecuzione dei rom e degli immigrati in Europa, Milan: AgenziaX, 2009. Scaricabile gratuitamente da qui: http://www.agenziax.it/wp-content/uploads/2013/03/razzismo-democratico.pdf; Il cambiamento radicale delle politiche migratorie: dal lasciar vivere al lasciare morire (dalla biopolitica a sempre più tanatopolitica): https://www.scielo.br/scielo.php?script=sci_arttext&pid=S1980-85852021000100033&lng=en&nrm=iso&tlng=it; “Il furore di sfruttare e di accumulare”: http://effimera.org/il-furore-di-sfruttare-e-di-accumulare; “Continuità e mutamenti nelle migrazioni in particolare alla frontiera di Ventimiglia, in Altreitalie 56, 2018:https://www.altreitalie.it/pubblicazioni/rivista/n--56/acquista-versione-digitale/continuita-e-mutamenti-delle-migrazioni-nel confine-tra-litalia-e-la-francia.kl. Vedi anche libri sulle polizie citati alla nota 12. 

30 Vedi libro https://www.meltemieditore.it/catalogo/polizie-sicurezza-e-insicurezze/ 

31 “Far morire, lasciar morire: la scelta tanatopolitica del governo Meloni e dei suoi ministri”: http://effimera.org/far-morire lasciar-morire-la-scelta-tanatopolitica-del-governo-meloni-e-dei-suoi-ministri 

32 Vedi anche “Il trionfo della “post-politica a prescindere da ogni ideologia” e dell’anomia politica liberista (l’astensionismo di massa / sul processo della deriva a destra in Italia)” https://www.pressenza.com/it/2022/09/il-trionfo-della-post-politica-e dellanomia-liberista-dallastensionismo-alla-deriva-di-destra-in-italia/; “Un po’ di storia della sinistra in Italia per capire l’attuale congiuntura”: https://www.pressenza.com/it/2022/09/un-po-di-storia-della-sinistra-in-italia-per-capire-lattuale deriva-a-destra/

33 Basti notare che il presidente Matterella riceve al Quirinale il capo degli emirati arabi, M.me Meloni va ad Abou-Dhabi per firmare contratti per le armi e probabilmente per togliere lo stop a queste destinate alla guerre contro lo Yemen, la tragedia di Cutro e il comportamento del ministro Valditara come di altri ministri -fra altri articoli vedi qui: http://effimera.org/far morire-lasciar-morire-la-scelta-tanatopolitica-del-governo-meloni-e-dei-suoi-ministri




* https://unige-it.academia.edu/SalvatorePalidda/CurriculumVitae