-TRANSNATIONAL
SOCIAL STRIKE PLATFORM-
riprendiamo e pubblichiamo la traduzione italiana
dell’appello lanciato dalla Transnational
Social Strike Platform per il meeting di Londra "verso
lo sciopero migrante del 20" - l'assise della "Piattaforma Transnazionale" si terrà il 10/12 febbraio 2017 con workshop e assemblee plenarie
Con più di due milioni di migranti
europei che stanno subendo l’incertezza della Brexit, con moltissimi migranti
non europei che hanno fatto richiesta asilo o lavorano in Gran Bretagna che
vivono sulla loro pelle l’inasprimento delle leggi sull’immigrazione, il
20 febbraio 2017 è stato lanciato uno sciopero migrante in tutto il territorio
inglese con lo slogan «una giornata senza di noi». Lo slogan ― lanciato nel
2006 negli Stati Uniti e ripreso in Francia e Italia nel 2010 ― indica
l’intenzione dei migranti di essere in testa alle lotte contro lo sfruttamento
e per la libertà di movimento, non solo facendo valere il loro contributo alla
produzione di ricchezza della società, ma anche mostrando il loro potere di
bloccare il suo funzionamento. Sono queste le esperienze che vogliamo
riprendere in Gran Bretagna il 20 febbraio.
Nonostante la Brexit, questo sciopero
migrante sarà una questione realmente europea. I media sono pieni delle tipiche storie
di razzismo e paura dei migranti, del cambiamento dei nostri paesi e delle
nostre città, dell’abbassamento dei salari e dell’aumento di disoccupazione e
competitività. Dal canto suo l’Unione Europea sta adottando una politica molto
dura sull’asilo e un generale razzismo istituzionale, mentre i singoli paesi
rendono sempre più difficile restare anche ai migranti interni all’UE. L’Unione
e i suoi Stati promuovono per migranti interni ed esterni una subordinazione
assoluta alla precarietà e allo sfruttamento. Mentre il ritorno alla sovranità
nazionale e alla «purezza nazionale» è venduto da più parti come la via
d’uscita dalla crisi, il reale accordo tra i governi nazionali e le
istituzioni europee riguarda la generalizzazione della precarietà, tagli al
welfare e il peggioramento delle condizioni per tutti. La Brexit non è la
causa di tutto questo, ma può rendere questi terreni di lotta ancora più
difficili da attraversare.
In questo contesto, la solidarietà con i
migranti non è abbastanza: scegliendo lo sciopero come arma politica, i migranti
stanno scegliendo di non essere né vittime né meri numeri, ma i protagonisti
delle lotte, chiamando tutti e tutte a unirsi a loro in una battaglia comune.
Dobbiamo costruire le condizioni affinché rifugiati, migranti, cittadini,
precari e operai prendano posizione sullo stesso fronte contro il razzismo
istituzionale, per sanità e istruzione, per salari migliori e migliori
condizioni di lavoro. In questa direzione il 20 febbraio ci costringe a
ripensare lo sciopero, oltre i suoi limiti strettamente legali, come una
pratica di insubordinazione capace di attraversare tutta la società e
connettere la lotta contro lo sfruttamento a quella contro le sue condizioni
politiche.
Per pensare a come farlo possiamo
basarci sulle esperienze passate di sciopero migrante, sui recenti movimenti
dello sciopero come la lotta francese contro la loi travail e
lo sciopero delle donne in Polonia contro la legge sull’aborto, e possiamo
conquistare forza connettendoci al futuro sciopero globale delle donne dell’8
marzo. Per discutere di questa possibilità e mettere in connessione
diversi movimenti contro lo sfruttamento e il razzismo istituzionale, la
Piattaforma per uno Sciopero Sociale Transnazionale invita a un meeting a
Londra verso lo sciopero del 20 febbraio. Il meeting si
terrà il 10-12 febbraio 2017, con workshop e assemblee plenarie, e sarà
un’occasione per discutere a livello nazionale e transnazionale l’occasione
politica di «una giornata senza di noi» e dello sciopero come arma politica.
Transnational Social Strike Platform
Ulteriori info su programma e logistica in arrivo sul sito della TSS Platform